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LA STORIA - domenica 30 aprile 2017 

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[LA VERSILIA]

La Resistenza e la lotta di Liberazione in Versilia


Subito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, anche in Versilia cominciarono ad organizzarsi i primi gruppi di patrioti che costituirono i Comitati di Liberazione Nazionale e gettarono le premesse organizzative della lotta partigiana, nonostante le rigide misure repressive emanate dalle autorità tedesche e del governo collaborazionista della Repubblica Sociale Italiana.
La crescente attività della Resistenza suscitò viva preoccupazione da parte dei nazifascisti che, tra la fine del ‘43 e l’inizio del ‘44, effettuarono una serie di arresti, che portarono in carcere numerosi antifascisti versiliesi. Nonostante le azioni repressive, proprio in quei giorni fu costituita, nei pressi di Farnocchia, la prima formazione partigiana , i “Cacciatori delle Apuane”, guidata da Gino Lombardi e Piero Consani, la cui la breve, ma intensa stagione si chiuse alla fine di aprile con la morte dei due comandanti.
Il movimento partigiano, tuttavia, continuò a crescere, anche per l’afflusso di numerosi giovani che non risposero ai bandi d’arruolamento emanati dalla R.S.I., e fu costituita la “Luigi Mulargia”, in onore del primo patriota versiliese caduto in combattimento, agli ordini di Marcello Garosi, che dette vita ad una significativa esperienza unitaria con i partigiani massesi.
Nel luglio del ’44 i gruppi partigiani della Versilia si riunirono nella X bis Brigata Garibaldi “Gino Lombardi”, che alla fine del mese fu investita da pesanti rastrellamenti nazifascisti sul monte Ornato e a Farnocchia, che provocarono il suo scioglimento e la creazione di alcune formazioni meno consistenti , ma operativamente più funzionali, come la “Bandelloni”, la “Balestri”, la “Garosi”, la “Ceragioli”e la “Canova”.
Riorganizzatesi rapidamente, le formazioni partigiane presero parte attiva alla Liberazione della Versilia, avvenuta nella seconda metà di settembre, operando a stretto contatto con la 45 Task Force e il Corpo di Spedizione Brasiliano. Stabilizzatosi il fronte sulla Linea Gotica, i partigiani versiliesi continuarono ad operare al fianco degli Alleati con alcuni reparti della “Bandelloni” e con il “Gruppo F3”.

Circa 120 furono i partigiani caduti e numerose le figure di rilievo espresse dalla Resistenza versiliese, come le medaglie d’oro al valor militare Vera Vassalle, Manfredo Bertini, Amos Paoli, Marcello Garosi, i comandanti Gino Lombardi, Piero Consani, Giancarlo Taddei, Ciro Bertini.
Numerosi versiliesi militarono nelle file partigiane in altre zone d’Italia e all’estero, altri combatterono contro i Tedeschi nei giorni successivi all’armistizio o nelle file delle ricostituite forze armate italiane al fianco degli Alleati, idealmente rappresentati dalle medaglie d’oro al valor militare amm. Inigo Campioni, sottoten. Antonio Cei e cap. Vincenzo Fusco. Altrettanto significativo fu il contributo dato alla lotta di Liberazione da centinaia di versiliesi che preferirono affrontare l’internamento militare in Germania piuttosto che aderire alla R.S.I.



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