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LA STORIA - giovedý 29 giugno 2017 

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[GLI EVENTI BELLICI]

Verso La Liberazione


Con l’avanzare della primavera 1944, l’illusione di un’imminente vittoria si diffonde in tutto il Paese: gli eserciti alleati rompono il fronte di Cassino e risalgono la penisola.
I nuclei resistenziali riprendono vigore: cresce il numero delle bande, le richieste di rinforzi si accumulano sul tavolo del capo della polizia. L’apparato fascista sembra disgregarsi totalmente.
Regione per regione, zona per zona, la presenza delle formazioni partigiane nelle vallate e sulle montagne si fece sempre più massiccia e dalle bande iniziali si passò a ben organizzate brigate (le "Garibaldi", le "Giustizia e Libertà", le "Matteotti", le "Mazzini", le "Autonome") mentre nelle città prendevano vita le SAP (Squadre di Azione Patriottica) e i GAP (Gruppi di Azione Patriottica), dediti a operazioni di reclutamento di sabotaggio, ad azioni di guerriglia urbana, ad attività propagandistica e di reclutamento, sostenuti da movimenti di grande impegno quali i Gruppi di Difesa della Donna (GDD) e il Fronte della Gioventù (FdG).
Al Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), che operava nelle regioni occupate dai tedeschi e aveva sede in Milano, vennero attribuiti i poteri di "Governo straordinario": esso fu riconosciuto quale governo di diritto dell’Italia settentrionale. Le varie formazioni militari partigiane vennero coordinate nel "Corpo Volontari della Libertà" e, nelle diverse regioni e zone operative, vennero istituiti comandi militari regionali, a stretto contatto con i CLN regionali, e comandi zona, in area di operazioni.
Vaste zone vennero sottratte nella primavera-estate del 1944 all’occupazione tedesca e fascista e sorsero "Zone Libere" (quali l’Ossola, Montefiorino, le Langhe, la Val Trebbia, la Carnia, Pigna), nelle quali agirono governi democratici provvisori, che tuttavia non ressero a lungo, contro le pesantissime offensive scatenate dai tedeschi, che costrinsero i partigiani ad abbandonare paesi e vallate per ripiegare sulle montagne.

Eppure il quadro descritto ebbe un suo triste rovescio: il panico e la mancanza di speranza nel futuro scatenò infatti nei militanti fascisti gli istinti peggiori e la fase ascendente delle brigate nere coincide infatti proprio con l’estate partigiana. Più fredda nelle motivazioni ma altrettanto spietata fu la reazione degli eserciti tedeschi all’ondata di guerriglia partigiana che ostacola le operazioni di guerra, rende difficili i rifornimenti e pericolose le vie di comunicazione. Esecuzioni, rappresaglie, incendi di interi villaggi, brutalità e massacri di popolazioni civili segnano le tappe del retrocedere delle armate tedesche verso nord.
Vennero compiute vere e proprie stragi, come a Boves in provincia di Cuneo, alle Fosse Ardeatine a Roma, a Sant’Anna di Stazzema, a Marzabotto sull’Appennino emiliano, alla Benedicta sull’Appennino ligure-piemontese, a Bergiola e Vinca del Carrarese (ma non sono che pochi esempi tra le molte decine).
Le SS (Schutz Staffen, formazioni paramilitari naziste) si distinsero per crudeltà, sia nell’opera di repressione antipartigiana, che nella cattura e deportazione di civili e segnatamente di ebrei avviati ai Lager.
In tutte le maggiori città italiane le SS organizzarono luoghi di tortura. Esse vennero coadiuvate con non minore crudeltà delle forze fasciste della Repubblica Sociale Italiana, particolarmente dalle "Brigate Nere" e dalla "Decima Mas".

Intanto però lo schieramento partigiano continuava a crescere, anche nell’opinione pubblica: in intere province esso era ormai l’unica autorità riconosciuta. La Resistenza si impone come interlocutore politico a tutti gli strati della società: i CLN sono ormai riconosciuti come organi di governo.
Già nei primi mesi del 1945, dopo il blocco della guerra lungo la Linea Gotica, le formazioni partigiane tornarono alla piena efficienza e, ormai bene armate anche grazie ai "lanci" di armi effettuati via aerea dagli alleati e propiziati dalla presenza nelle diverse zone di "missioni" alleate, furono in grado di riprendere l’offensiva che nell’aprile 1945 andò sempre più intensificandosi e che, fondendosi con il piano insurrezionale predisposto dal CLN, consentì di liberare le maggiori città del Nord prima ancora dell’arrivo della V Armata statunitense e dell’VIII Armata britannica.



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