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IL PAESE - venerdì 24 marzo 2017 

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[STORIA]

Le origini

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Immagine: veduta del campanile con mare sullo sfondo


L’origine di Sant’Anna risale intorno al 1500, quale alpeggio del comunello di Farnocchia. Per questo il paese ha conservato una sua caratteristica, non di agglomerato unito intorno alla chiesa, ma di borghi sparsi disseminati nella vallata dominata ad est dal Monte Gabberi, a nord dal Monte Lieto, ad ovest dal Monte Rocca e Monte Ornato e verso sud dal canale dell’Angina che porta a Valdicastello di Pietrasanta.
I borghi, costituiti da poche case, prendono denominazioni diverse: Case di Berna, Sennari, Fabbiani, Colle, Moco, Bambini, Vaccareccia, Argentiera di Sopra e di Sotto, Monte Ornato, Valle Cava, Vinci, Franchi, Pero, La Chiesa, Merli, Coletti e giù verso Valdicastello i Molini.
Scrive Vincenzo Santini a proposito delle origini di Sant’Anna:"E’ un’appendice di case che, nel 1750, erano in numero di 30, con 30 famiglie e 174 abitanti. Fin dal 1687 esisteva la piccola chiesa di Sant’Anna con il cappellano a nomina dlla confraternita ivi residente, e di un Camarlingo, che amministrava certi beni (pochi), i quali spettavano a questa cappellania, salita nel 1784 a 192 anime, ma non aveva che la rendita di 150 lire, con l’obbligo del mantenimento della canonica. Tanto questa borgata quanto quella della Culla, possono dirsi succedute a Vegliatola, che nel sec. XIV era un comunello di pertinenza della terra di Pietrasanta." (V. Santini, Vicende storiche di Seravezza e Stazzema, Pietrsanta, 1964)
Prima della strage del 12 agosto 1944 i residenti abituali sfioravano le 400 unità ed erano costituiti soprattutto da giovani, mentre i superstiti rimasero solo circa 180 ed erano soprattutto uomini.

Nel passato, la popolazione di Sant’Anna di Stazzema, come in genere quella dell’alta Versila era costituita da gente semplice, abituata ad un duro lavoro per la sopravvivenza. Tutto era difficile e da conquistare, niente era gratuito. I nuclei familiari erano di norma numerosi, costituiti dai nonni, dai genitori e dai figli (molto spesso tanti figli) tutti, anche i bambini dovevano contribuire al sostentamento della famiglia.
L’ agricoltura montana, i castagneti e anche il bosco rappresentavano, così come il bestiame, le uniche risorse per la sopravvivenza. Gli uomini dovevano accudire ai lavori più pesanti;la coltivazione dei piccoli appezzamenti di terreno nei quali venivano coltivati : patate, frumento, granoturco, ortaggi, ma anche la canapa per ricavarne il filato; il taglio del bosco per ricavarne il carbone; la coltivazione dei castagneti per ricavarne la farina dolce che era, all’epoca, la risorsa alimentare più importante. Le donne, invece, oltre ad aiutare gli uomini in queste incombenze dovevano provvedere anche alla tenuta della casa ,della famiglia, ma soprattutto ad accudire il bestiame, falciare il fieno e a filare sia la lana che la canapa. Anche i ragazzi dovevano aiutare gli adulti in questi loro lavori, ma era un loro specifico compito portare a pascolare i piccoli greggi, andare alla sorgente a prendere l’acqua sia per la casa,ma anche per abbeverare il bestiame.
La scolarizzazione era molto modesta e, soprattutto le donne, venivano escluse dal loro diritto di saper almeno leggere e scrivere. All’inizio degli anni ’30 su iniziativa di un santannino, il brigadiere dei carabinieri Severino Bottari, il paese decise volontariamente di coagularsi per costruire la propria scuola onde permettere, finalmente, anche alle ragazze di S.A. di poter avere un minimo d’istruzione. La scuola venne finalmente ultimata e nella” grande” aula trovarono finalmente posto anche le ragazze. La nuova struttura prevedeva anche l’abitazione per l’insegnante e anche una sala per l’aggregazione dei paesani che era anche sede di un primo pronto soccorso (associazione di carità croce verde) che doveva provvedere anche al trasporto degli ammalati gravi al più vicino ospedale che era quella di Pietrasanta che, per raggiungerlo servivano almeno due ore di marcia attraverso la mulattiera.

Si ringrazia Enio Mancini per l’aiuto nella ricostruzione della storia del paese



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