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Testata Memoria

LA MEMORIA - domenica 30 aprile 2017 

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Il Museo, il Parco, la storia


Il Museo Storico della Resistenza
Ricavato sulla vecchia struttura delle scuole elementari, fu inaugurato come pinacoteca tematica nell’autunno del 1982 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e con la Legge Regionale n.39/91 trasformato nell’attuale Museo Storico della Resistenza. Lo spazio museale è stato immaginato come l’articolarsi di un percorso aperto, con luoghi di relazione e punti di visuale che evidenziano il rapporto spaziale tra le esposizioni interne ed il paesaggio circostante. Il nuovo allestimento, inaugurato nel febbraio 2007 e integrato con postazioni multimediali nell’autunno del 2013, offre ai visitatori una panoramica delle vicende svoltesi in Versilia, in Toscana e in Italia durante l’occupazione nazista.
La mostra storico-documentaria ripercorre cronologicamente le fasi della Resistenza in Versilia, evidenziandone gli aspetti, gli episodi ed i personaggi più significativi, sulla base di documenti, fotografie e quotidiani tratti dall’archivio dell’Istituto Storico della Resistenza della Provincia di Lucca e da varie pubblicazioni. Ampio spazio è dedicato alle stragi nazifasciste nel settore Tirrenico della Linea Gotica, di cui la strage di Sant’Anna fu l’episodio più tragico. Postazioni multimediali, realizzate con un progetto finanziato dell’Unione dei Comuni della Versilia, consentono approfondimenti del contesto e della strage, attraverso la visione di filmati e documenti d’archivio; a conclusione del percorso la “Saletta del ricordo” luogo emotivamente intenso per un momento di riflessione.
A piano terra l’ampia sala, intitolata a padre Ernesto Balducci è adibita a convegni, conferenze e attività didattica. Nei locali attigui è presente una consistente bibliografia relativa al periodo storico ’40-’45, con particolare riguardo agli eventi bellici in Versilia, una raccolta stampa nazionale ed internazionale, con riferimento specifico alla ricerca della giustizia e della verità, la “Carta della Memoria” che offre un quadro cronologico completo delle stragi avvenute in Toscana dal 1943 al 1945. Sulla facciata esterna del Museo, al fianco della lapide che riporta l’ode di Calamandrei a Kesselring, è posta una riproduzione scultorea di un particolare di “Guernica” di Picasso.


Parco Nazionale della Pace
Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema si estende sul territorio collinare circostante il paese, concentrandosi nell’area sacrale che, dalla piazza della chiesa e dal Museo Storico della Resistenza, attraverso la Via Crucis ed il bosco circostante, giunge al Col di Cava, dove è posto il Monumento Ossario. Istituito con la Legge 381 del 2000, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria storica dei tragici eventi del 12 agosto 1944, il giorno dell’Eccidio, ed educare le nuove generazioni ai valori della pace, della giustizia, della collaborazione e del rispetto fra i popoli e gli individui, il Parco costituisce un connubio ideale tra ambiente, storia e memoria attraverso il collegamento tra la natura incontaminata, i borghi sparsi sul colle e i luoghi dell’eccidio.
Tra il 2012 e il 2013 sono state riaperte le antiche mulattiere attorno a Sant’Anna ed i percorsi che portano al paese, con il progetto “Sentieri di Pace” finanziato dall’Unione dei Comuni della Versilia che concretizza il collegamento tra il Parco, il Paese ed il Museo. Sant’Anna diviene così luogo simbolo della memoria per la diffusione di una cultura di pace attraverso iniziative, manifestazioni, mostre permanenti e temporanee, convegni a livello nazionale ed internazionale; proprio per favorire e sviluppare questo processo, è in fase di ultimazione il Centro di Accoglienza alle porte del paese che ospiterà corsi di alta formazione per la pace, congressi, iniziative.




Via Crucis
La Via Crucis è un sentiero lastricato che, dalla piazza della chiesa, attraverso il bosco, conduce all’Ossario. Lungo il percorso sono disposte formelle di bronzo, realizzate da insigni importanti artisti, che collegano il Calvario di Cristo all’eccidio e, simbolicamente, le 560 vittime del 12 agosto 1944 ad ogni altro martire, della guerra e della violenza, di ogni luogo e di ogni tempo. La pace e la tranquillità che si respirano accrescono la suggestione del luogo e invitano il pellegrino i visitatori al raccoglimento e alla riflessione.

Monumento Ossario
Posto sul Col di Cava, incorniciato dalle montagne, il Monumento Ossario domina la pianura ed il litorale circostanti. Realizzato nel 1948 su progetto dell’architetto Tito Salvatori, è formato da una torre in pietra a faccia vista alta 12 metri con quattro arcate. Sotto le arcate è collocato un gruppo scultoreo rappresentante una donna con bambino caduti sotto il fuoco nazifascista, opera dello scultore Vincenzo Gasperetti. Il basamento accoglie i resti delle vittime della strage del 12 Agosto 1944 ed una lapide, sul retro del monumento, riporta i nomi dei caduti di cui fu possibile l’identificazione. Il viale di ingresso è affiancato da bandiere di stati europei, a significare l’importanza di una collaborazione e di un dialogo fra i popoli per la costruzione di un futuro di pace e di libertà.

Il Paese
“….Picciol ridotto di case sparse qua e là, sull’andamento degli acuti a nord-est di Farnocchia in mezzo a dette case vi è un oratorio sotto l’invocazione di Sant’Anna … “
Versilia granducale, 1700

Sant’Anna, frazione del comune di Stazzema (Lucca), si trova sulle estreme propaggini meridionali delle Alpi Apuane, a 660 mt. sul livello del mare. Vi si accede tramite una strada panoramica di circa 10 Km. che si snoda attraverso le colline versiliesi, toccando i paesi di Monteggiori e La Culla. Sant’Anna è raggiungibile anche attraverso le antiche mulattiere, facenti parte della vecchia via Francigena, da Farnocchia, da Capriglia-Capezzano e da Valdicastello. Anticamente Sant’Anna era l’alpeggio del comunello di Farnocchia e viveva prevalentemente di agricoltura e di pastorizia. La ricchezza principale era data dai castagneti e dal bosco ceduo, da cui si ricavava il carbone. Il paese è formato da un nucleo centrale e da piccoli borghi di case, con denominazioni diverse, appollaiate
nella conca dominata dai Monti Gabberi, Lieto, Rocca e Ornato. Al centro del paese è situata la piccola chiesa, intitolata a Sant’Anna, risalente al XVI sec. Nei dintorni sono ancora visibili tracce dei siti minerari “Argentiera” (dove, fin dall’antichità, venivano estratti minerali di galena argentifera) e “Monte Arsiccio” (attiva nell’estrazione del ferro e solfuri misti fino alla fine degli anni ’80).

La storia
I primi di agosto 1944, Sant’Anna di Stazzema era stata qualificata dal comando tedesco “zona bianca”, ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione in quell’estate aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi. Nonostante ciò all’alba del 12 agosto ’44, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna, mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle, sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant’Anna, accompagnati da fascisti collaborazionisti che fecero da guide, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro, in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di tre ore vennero massacrati 560 innocenti, in gran parte bambini, donne e anziani. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra e bombe
a mano, compiendo atti di efferata barbarie. Infine il fuoco, a distruggere e cancellare tutto. Non fu rappresaglia, non fu vendetta. Come è emerso dalle indagini della Procura Militare di La Spezia,
si trattò di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona. La ricostruzione degli avvenimenti, l’attribuzione delle responsabilità e le motivazioni che hanno originato l’Eccidio sono state possibili grazie al processo svoltosi al Tribunale Militare di La Spezia e
conclusosi nel 2005 con la condanna all’ergastolo per dieci ex SS colpevoli del massacro; sentenza confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. Nella prima fase processuale si è svolto, grazie al Pm Marco de Paolis, un imponente lavoro investigativo, cui sono seguite le testimonianze in aula di superstiti, di periti storici e persino di due SS appartenute al battaglione che massacrò centinaia di persone a Sant’Anna. Fondamentale, nel 1994, anche la scoperta avvenuta a Roma, negli scantinati di Palazzo Cesi,di un armadio chiuso e girato con le ante verso il muro, ribattezzato poi “Armadio della Vergogna”, poichè nascondeva da oltre 40 anni documenti che sarebbero risultati fondamentali ai fini di una ricerca della verità storica e giudiziaria sulle stragi nazifasciste in Italia nel secondo dopoguerra

Contatti:
Parco Nazionale della Pace
Museo Storico della Resistenza
Via Coletti, 22 - 55041 Sant’Anna di Stazzema (Lu)
tel. +39 0584.772025
santannamuseo@comune.stazzema.lu.it
www.santannadistazzema.org
www.facebook.com/SantAnnadiStazzema


Come arrivare a Sant’Anna di Stazzema



Uscita casello Versilia dell’autostrada
A12; direzione Pietrasanta-
Capezzano Pianore; da Pietrasanta
prendere la via provinciale
Sarzanese in direzione Camaiore;
dopo due km svoltare a sinistra alla rotonda per S.Anna – Monteggiori - La
Culla. Si sconsiglia l’uso di navigatori satellitari; transito consentito per bus fino a 10 metri di lunghezza.









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